Sarà presentato il 12 settembre, in contemporanea in 14 Paesi del mondo, il “Landmine Monitor Report 2001” “Towards a Mine Free-World” della Campagna internazionale contro le mine. In Italia la conferenza stampa si terrà a Roma (ore 11.00 presso la Fondazione Internazionale Lelio Basso, Via della Dogana Vecchia 5). Il “Land Mine Monitor Report 2001”, spiegano i responsabili della Campagna italiana, “è il risultato del lavoro di 122 ricercatori in 95 Paesi e presenta dati e informazioni su chi ha usato le mine antipersona in quest’ultimo anno; chi continua a produrre ed esportare mine; chi detiene arsenali e chi sta distruggendo; quali Paesi sono minati e quali azioni si stanno intraprendendo per bonificarli; dove il numero delle vittime è in aumento e dove in diminuzione e cosa si sta facendo per aiutare i sopravvissuti”. Al governo italiano verrà chiesto di emanare il decreto attuativo che rende esecutiva la Legge n.58 del 7 marzo 2001, istitutiva del “Fondo per lo sminamento umanitario” attraverso lo stanziamento di 29 miliardi per il triennio 2001-2003. “Senza il decreto questi soldi non potranno essere utilizzati – spiegano -, e una legge votata all’unanimità rischia di essere vanificata”. Fino ad oggi sono state stoccate in Italia 6.529.809 mine; distrutte (al 30 aprile 2001) 4.323.299; ne rimangono ancora 2.206.510 da distruggere. Il Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine è stato ratificato finora da 119 Paesi. I grandi assenti sono Stati Uniti, Cina, Russia, Turchia, Egitto, Finlandia (unico Stato dell’Unione Europea). Alla conferenza stampa interverranno, tra gli altri, sister Marjorie Keenan, del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Giancarlo Tenaglia, presidente della Campagna italiana contro le mine, il colonnello Giuseppe Cornacchia, dello Stato Maggiore della Difesa.