ARMENIA: IL VIAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II “UN SEGNO DELLA CARITÀ DEL PAPA VERSO IL POPOLO ARMENO”

Il popolo armeno attende il papa e alla vigilia del viaggio apostolico si parla di una visita all’insegna del dialogo ecumenico, frutto di anni segnati da una profonda amicizia tra la Chiesa cattolica di Roma e la Chiesa armena apostolica. E’ quanto sta emergendo a Villa Cagnola di Gazzada (Varese) dove è in corso (fino a sabato 8 settembre) la XXIII “settimana europea” promossa dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI e dall’Università Cattolica del S. Cuore. La Chiesa armena – ha detto il vescovo Yeznik Petrosyan, del Catholicossato di Santa Etchmiadzin, il Patriarcato Supremo della Chiesa armena apostolica – “è onorata di ricevere la Chiesa cattolica apostolica romana rappresentata dal suo capo supremo: è un segno dell’apertura e della tolleranza della Chiesa apostolica armena ed è un segno della carità cristiana che anima la Chiesa di Roma verso ogni manifestazione della Chiesa Universale in Cristo”. Il vescovo Yeznik ha ricordato che delegazioni di altre trenta Chiese faranno visita in Armenia: tra queste la delegazione della Chiesa russa, copta, siriaca, e l’arcivescovo di Canterbury. L’arcivescovo Mesrob Krikorian, dell’Università di Vienna, parla di “un buon passo di avvicinamento” ulteriore tra le due chiese che fa presagire “un futuro aperto al dialogo e alla tolleranza reciproca”. Poi aggiunge: “non esiste motivo per lanciare alla Chiesa cattolica accuse di proselitismo”. A nome degli armeni che vivono nel nostro Paese, padre Sarkis Sarkissian dice: “orgogliosi dell’ospitalità ricevuta in Italia e della libertà di poter professare la nostra fede in tutta tranquillità, siamo convinti della positività della visita del Santo Padre avvertendo il sentimento di carità che lo anima nei confronti di questo popolo che tanti martiri ha dato alla Chiesa di Cristo”.