PARITÀ SCOLASTICA: CORRADINI, “È LO STATO CHE DEVE PAGARE GLI INSEGNANTI, ANCHE PRIVATI”

Una delle “possibili soluzioni” per la piena attuazione della parità scolastica è quella di “consentire un elenco unico degli insegnanti di tutta Italia, che vengano retribuiti dallo Stato in quanto insegnanti come tali, indipendentemente dalla scuola nella quale insegnano”. Ne è convinto Luciano Corradini, docente di pedagogia generale all’Università “Roma Tre” e presidente dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), che in un’intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir prende spunto dalla “fuga” di migliaia di precari dalle scuole statali, di cui parlano le cronache di questi giorni, per fare il punto sul “ruolo culturale e sociale” dei docenti, alle prese con novità rilevanti come l’autonomia scolastica, la riforma degli esami di maturità, i moduli e i cicli scolastici, il debito e credito formativo. “L’attuale corsa degli insegnanti precari verso le scuole statali – sostiene Corradini è un effetto perverso di una linea di parità scolastica percorsa solo parzialmente: l’aver considerato, infatti, il punteggio di chi ha insegnato in scuole private equipollente a quello degli insegnanti delle scuole pubbliche è stato, certamente, un atto di giustizia verso i docenti, ma di fatto ha penalizzato gli studenti delle scuole non statali, che mediamente hanno visto diminuire del 20% il numero dei loro insegnanti”. Di qui la necessità e l’urgenza, conclude Corradini, di una piena attuazione della legge sulla parità scolastica, “per garantire da un lato sicurezza, dall’altro libertà all’intero corpo dovente, che deve essere messo in grado di ‘reinventare’ il proprio ruolo anche attraverso una remunerazione adeguata ed un clima di lavoro gratificante”. ” “” “