POMPEI: SORRENTINO, “L’IMPEGNO DELLA CHIESA CONTRO LA CAMORRA”

“La decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il consiglio comunale di Pompei, perché soggetto a condizionamenti camorristici, getta un’ombra cupa su questa prestigiosa Città”. Mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo prelato del luogo, non nasconde la sua “amarezza”, “preoccupazione” e “delusione” nell’apprendere tale notizia. “Vescovo qui da pochi mesi – ha scritto il presule in un comunicato stampa – sto progressivamente prendendo contatto con le sue ricchezze religiose, storiche e culturali. La decisione governativa mi obbliga a registrare il fatto che i tentacoli della criminalità organizzata non hanno risparmiato la Città mariana, cui guardano milioni di credenti del mondo intero”. “Sin dall’inizio del mio ministero – continua mons. Sorrentino – ho sottolineato, perciò, la speciale responsabilità che incombe sulla Chiesa di offrire una testimonianza netta ed efficace nella lotta alla camorra e nella promozione di una cultura della legalità e della solidarietà”. Quest’impegno sarà ribadito durante il Convegno ecclesiale, “Essere Chiesa a Pompei oggi”, che si svolgerà dal 10 al 12 settembre.” “Dopo aver invitato tutti ad accogliere “con rispetto la decisione del Governo per il sostegno che attraverso di essa lo Stato offre a quanti si adoperano per una politica ispirata a grandi valori morali e aliena da ogni collusione con il malaffare”, a non criminalizzare indiscriminatamente “la classe politica ed i cittadini pompeiani”, a far valere per i singoli inquisiti “il principio della presunzione d’innocenza, fino al pieno accertamento della verità nelle sedi giudiziarie competenti”, il presule auspica che “i mass media rendano il loro servizio con rigore informativo per non alimentare un sospetto generalizzato”, che agevolerebbe solo la camorra.” “”Mi auguro – conclude l’arcivescovo – che quanto è accaduto possa tradursi in un’occasione di riscatto. È ora che Pompei trovi la forza di esprimersi all’altezza della sua vocazione mondiale, delle sue migliori tradizioni religiose e culturali. Un’intesa tra le grandi istituzioni presenti sul territorio, in particolare il Santuario e gli Scavi, e l’individuazione per il servizio politico di uomini di specchiata onestà, competenti e dediti al bene comune, è vitale perché la Città affronti con vigore i suoi problemi e costruisca un futuro degno della sua storia. La Chiesa farà la sua parte”.” “