LEGGE BOSSI-FINI: PER LE CHIESE VALDESI E’ “UNA LEGGE CHE RIDUCE GLI STRANIERI A FORZA LAVORO”

” “Nel giorno in cui in 14 mila uffici postali vengono distribuiti i “kit” per sanare colf, “badanti” e lavoratori immigrati, le Chiese valdesi riunite fino al 31 agosto a Torre Pellice per il loro Sinodo annuale ribadiscono la loro “posizione critica” nei confronti della legge Bossi-Fini e invitano le comunità a “sostenere gli stranieri in questo percorso” di regolarizzazione.  “La nostra – spiega al Sir Letizia Tomassone, pastora valdese di Verona – è una posizione molto critica. Questa legge, a nostro avviso, segna un passo indietro e finisce per discriminare gli stranieri in Italia perché riduce la loro funzione ad una presenza che riguarda solo il mercato del lavoro”. Gli stranieri sono invece “una ricchezza”. “Ma la società – aggiunge Tomassone – si arricchisce solo quando esiste uno scambio reale nella vita quotidiana che si realizza nelle scuole, nel vicinato, nell’essere famiglia insieme. Riducendo invece la presenza degli stranieri esclusivamente a coloro che hanno un permesso di lavoro, si riduce contemporaneamente la possibilità che la vita quotidiana possa emergere pienamente e permettere il più ampio scambio”. Il servizio “Rifugiati e migranti” della Federazione delle chiese evangeliche in Italia – ricorda la pastora – si è più volte dichiarato contraria alla legge. “Il Sinodo – assicura Tomassone – si esprimerà con gli stessi termini critici e rivolgerà un invito alle chiese affinché assistano gli stranieri nella presentazione delle domande”. Si teme anche che le attese di molti immigrati verranno deluse. “Ci sono sicuramente dei datori di lavoro – argomenta la pastora – che hanno bisogno di manodopera e quindi di regolarizzare i lavoratori ma dove fa presa il lavoro sommerso, questo processo di regolarizzazione sarà più difficile”.