Pubblichiamo il testo integrale della nota Sir di questa settimana. Instancabile, il Papa, nei mesi centrali dell’estate, con i grandi viaggi nelle Americhe ed in Polonia. Viaggi e discorsi scanditi sul tema della santità, prima nelle consegne ai giovani di Toronto, poi nelle beatificazioni in Guatemala, Messico e Polonia. Una santità cattolica cioè incarnata, radicata nella storia e nella società.
E’ stata quindi anche un’estate di grande rilancio della dottrina sociale della Chiesa su tre frontiere cruciali: il rapporto tra il nord e il sud del mondo, la società secolarizzata dell’Occidente, la questione ecologica e più in generale sul respiro di speranza per un mondo che troppo spesso “non conosce la pace e la giustizia”, percorso da “grandi tensioni etiche e sociali”.
In Messico, già meta del primo dei suoi viaggi, ha ribadito la chiara posizione della Chiesa per gli oppressi, gli emarginati, gli abbandonati. In Polonia ha approfondito il discorso sulle “nuove prospettive di sviluppo” e sui “pericoli finora inediti” che si prospettano col nuovo secolo, sul “mistero dell’iniquità”, che continua “a segnare la realtà del mondo”. Dopo l’età dei totalitarismi, ha aggiunto il Papa “so che tanti osservano e valutano con sguardo critico il sistema, che pretende di governare il mondo contemporaneo secondo una visione materialistica dell’uomo”. Il nuovo slancio per la dottrina sociale nasce proprio da qui, di fronte ad “una falsa ideologia di libertà”. Ha usato parole chiare Giovanni Paolo II di fronte alla sterminata folla di Cracovia: “Quando una rumorosa propaganda di liberalismo, di libertà senza verità e responsabilità, si intensifica anche nel nostro Paese, i pastori della Chiesa non possono non annunciare l’unica e infallibile filosofia della libertà che è la verità della croce di Cristo”. Infatti “non si può costruire un futuro felice della società sulla povertà, sull’ingiustizia, sulla sofferenza di un fratello”.
E’ il nocciolo del dinamismo della dottrina sociale, che ormai si applica a livello planetario.
Se il mondo si globalizza, anche la dottrina sociale amplia i suoi orizzonti. E trova oggi nel tema della salvaguardia del creato uno snodo sempre più rilevante. Alla vigilia del vertice ONU sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg Giovanni Paolo II ha ricordato una naturale “vocazione ecologica”, che deriva dall’essere gli uomini “come amministratori” della terra. Così uno “sviluppo umano integrale” deve tenere conto “della dimensione economica, sociale e ambientale”.
Parole franche, parole serene, affidate ai governanti, ma soprattutto alla capacità di elaborazione, di proposta e di impegno dei cattolici, in tutto il mondo.