“L’arrivo del card. Etchegaray può riaprire spiragli di dialogo e forse di pace in Terra Santa. La speranza è che si possa anche vedere la fine dell’assedio alla basilica della Natività di Betlemme. La prossima domenica si festeggia la Pasqua ortodossa. Speriamo che per quel giorno la basilica possa tornare ad essere un luogo di preghiera”. E’ l’auspicio che padre Fredéric Manns, della Custodia francescana e docente di Sacre Scritture allo Studio biblico della Flagellazione, ripone nell’arrivo in Terra Santa, previsto per domani, del card. Roger Etchegaray. La presenza del cardinale francese, già più volte inviato dal Papa in aree di crisi come Balcani, Cina, Ruanda, secondo il francescano “vuole anche richiamare l’attenzione sulla condizione dei cristiani in Terra Santa”. Dall’inizio dell’assedio, infatti, le comunità cristiane non possono celebrare le funzioni domenicali in basilica. “La speranza – ha dichiarato padre Manns al Sir – è che si possa celebrare la Pasqua ortodossa domenica prossima nella Natività restituita ai cristiani e alla preghiera”. “La già difficile situazione dei cristiani è aggravata dal tentativo, da parte dei miliziani palestinesi di coinvolgere i cristiani nel conflitto sparando da postazioni situate in villaggi cristiani contro gli israeliani scatenandone così la reazione”. “E poi – ha aggiunto il religioso – non dimentichiamo che sulla stessa piazza della Natività a Betlemme c’è una grande moschea. Perché non si sono rifugiati nella moschea? Mi sembra evidente che si è trattato di una mossa per attirare tutto il mondo cristiano. Gerusalemme e Betlemme sono luoghi che parlano ai cristiani”. “La memoria cristiana – ha concluso padre Manns – è fatta di sacrifici e di lotte. Ma non bisogna essere pessimisti. Stanno arrivando, infatti, molti cristiani ortodossi dalla Russia e religiosi e religiose da ogni parte del mondo come l’India, la Polonia, il Messico che si aggiungono a quelli europei. C’è infine una comunità cristiana ebraica che sta diventando molto importante. Il futuro dei cristiani di Terra Santa è nelle loro mani”.