“Un grande incoraggiamento” e “una rinnovata prova di affetto e di vicinanza ad un’associazione che nel tempo ha accompagnato e segnato la vita della Chiesa”. È quanto ha ribadito Paola Bignardi, riferendosi alle parole ed ai gesti del Papa e alla lettera dei vescovi, chiudendo ieri a Roma l’XI assemblea che ha eletto il consiglio nazionale del prossimo triennio. In un’intervista che apparirà sul prossimo numero del Sir, la presidente nazionale dell’Ac spiega che “il coraggio del futuro è insieme fedeltà alle radici e apertura al rinnovamento”. Tra le priorità di questo processo Paola Bignardi indica la revisione del progetto formativo, la crescita nell’impegno civile, il miglioramento della comunicazione intrassociativa e talune modifiche perché la “struttura sia il supporto che sostiene, senza comprimerla, la vita associativa”. Il riferimento, per quanto riguarda l’aspetto strutturale, è alla difficoltà riscontrata dalla XI assemblea di modificare lo Statuto in base alle regole in vigore. È stata quindi approvata una mozione, presentata da un centinaio di presidenti diocesani, che impegna il neo-eletto consiglio nazionale a valutare l’opportunità di apportare alcune modifiche alle regole dell’esercizio della democrazia interna per renderla più rispondente al processo di rinnovamento dell’associazione. Il Consiglio dispone quindi di un mandato per convocare entro un anno un’assemblea nazionale straordinaria. L’assemblea si è chiusa con un appello ad Arafat e Sharon per la pace in Terra Santa e la proposta di raccolta fondi per borse di studio a favore di studenti palestinesi.