Il Papa invita a prestare attenzione a “quelle singolari offerte turistiche di ‘paradisi artificiali’, dove si sfruttano, a scopi meramente commerciali, popolazioni e culture locali a beneficio di un turismo che, in certi casi, non rispetta nemmeno i più elementari diritti della gente del luogo”. L’occasione per ribadire questo auspicio, già espresso negli “Orientamenti per la pastorale del turismo”, è stata offerta dall’udienza concessa questa mattina ai 50 partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti. Giovanni Paolo II sottolinea l’importanza della pastorale del turismo: “Se è presente il sostegno di qualificati agenti pastorali – afferma – i turisti potranno apprezzare di più la vacanza e le crociere, perché non saranno solo viaggi di piacere. Godranno sì del loro tempo libero e d’un meritato periodo di riposo, ma saranno aiutati al tempo stesso a dialogare con le persone e le civiltà con le quali vengono a contatto e a trascorrere momenti di riflessione e di preghiera”. Giovanni Paolo II rivolge poi un pensiero “ai molti emigranti che solcano mari e oceani in cerca di migliori condizioni di vita e non di rado scoprono amare realtà, ben diverse da quelle propagandate dai mezzi di comunicazione”. A queste persone, raccomanda il Papa, “è importante non far mancare un’accoglienza fraterna e un’adeguata assistenza religiosa, così che si sentano compresi nei loro problemi e ben accolti in società che rispettano la loro identità culturale. Gli stessi clandestini, che rischiano a bordo di navigli di fortuna, non devono essere abbandonati a se stessi”. Sia per quanto riguarda i lavoratori del mare, che per i migranti il Pontefice osserva che “sarà necessario assicurare condizioni di lavoro più giuste e rispettose delle esigenze individuali e familiari e insieme ci si dovrà sforzare di proporre adeguate opportunità di coltivare la propria fede e la pratica religiosa”.