“Comunione, interiorità, fiducia, fraternità, passione civile”: in queste parole è contenuta “la profezia dell’Ac”, quella “di un amore umile e mite che nella semplicità e nella discrezione costruisce non solo le coscienze, ma anche la comunità cristiana e la società civile”. Lo ha detto la presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Paola Bignardi, inaugurando oggi pomeriggio a Roma (Domus Pacis) i lavori dell’XI Assemblea nazionale (fino al 28). Rivolgendosi ai circa mille delegati convenuti in rappresentanza dei 2.100 responsabili diocesani e dei 34.900 responsabili parrocchiali operanti in 219 diocesi e 7.283 parrocchie, Bignardi ha ricordato che il tema dell’Assemblea, “Con lo sguardo fisso su Gesù, Volto da contemplare, volti da incontrare”, riassume la volontà di “ritrovare nel volto di Cristo il punto di partenza della nostra vita associativa; il punto di vista da cui guardare tutto”. Un’Ac viva e pienamente inserita nella società di oggi: “siamo convinti – ha spiegato la presidente – che non c’è fede senza mondo. Essere discepoli di Cristo significa restare dentro la storia con amore” ed oggi “più che mai sembra necessario vigilare contro la tentazione di una spiritualità intimistica”. Pace, democrazia, politica, costruzione dell’Europa, rispetto per la vita: queste le principali sfide che interpellano i cristiani e di fronte alle quali essi non possono rimanere neutrali. Pur dicendosi convinta “della bontà di non schierarsi per una parte politica”, Bignardi ha rimarcato che “non ogni opzione politica è coerente con il Vangelo e con il magistero sociale della Chiesa” e che, anzi, “su alcuni grandi temi sarebbe necessario procedere cercando nuove forme di unità”. Secondo la presidente “forse è venuto il momento in cui occorre dare meno per scontato che sulle scelte politiche ognuno vada per la propria strada. Ci deve essere un percorso – che precede quello delle scelte di appartenenza politica – che ponga dentro la comunità cristiana i cattolici a confrontarsi sulle grandi questioni del nostro tempo” alla luce del Vangelo. Un ambito di dialogo, ha concluso Bignardi, in cui l’Ac è chiamata a dare testimonianza “per fare un pezzo di strada con tutti quei cattolici che sanno di non poter mettere tra parentesi le loro responsabilità di cittadini”.