GIOVANNI PAOLO II: “NON C’È SPAZIO PER COLORO CHE VOGLIONO FARE DEL MALE AI GIOVANI”

“Non dobbiamo dimenticare l’immenso bene spirituale, umano e sociale che la maggioranza dei preti e dei religiosi hanno fatto e continuano a fare”, ha precisato il papa ricordando che la Chiesa cattolica statunitense “ha sempre promosso i valori umani con grande vigore e generosità. Una grande opera d’arte può essere danneggiata, ma la sua bellezza rimane”. Un grazie “personale” del Pontefice, e “dell’intera Chiesa cattolica” è andato, dunque, “alle comunità degli Stati Uniti, ai loro pastori e membri, agli uomini e alle donne religiosi, agli insegnanti delle università e delle scuole, ai missionari americani in ogni parte del mondo”. “L’abuso sui giovani – ha detto il Papa tornando a trattare delle questioni legate alla pedofilia – è un grave sintomo di crisi che affligge non soltanto la Chiesa ma la società intera”: si tratta di “una profonda crisi della moralità sessuale, perfino delle relazioni umane, e le prime vittime sono le famiglie e i giovani”. La Chiesa, ha precisato con forza il Santo Padre, si occupa del “bene spirituale delle anime”, e nel sacerdozio e nella vita religiosa “non c’è spazio per coloro che vogliono fare del male ai giovani. I vescovi e i preti sono totalmente sottomessi alla pienezza della verità cattolica in materia di morale sessuale, una verità essenziale per il rinnovamento del sacerdozio e dell’episcopato così come del matrimonio e della vita familiare”. Invitando i vescovi americani “a reagire alla crisi presente basandosi sulle solide fondamenta della fede e su una genuina carità pastorale per le vittime”, il Papa ha concluso il suo discorso auspicando una “purificazione dell’intera comunità cattolica”: “così tanto dolore, così tanta tristezza – ha detto – devono portare ad un sacerdozio più santo, ad un episcopato più santo, ad una Chiesa più santa”.