CONSULTA: CASAVOLA, “MEGLIO SCEGLIERE GIURISTI ESTERNI AL PARLAMENTO”

“Sarebbe molto più semplice risolvere questa situazione di crisi se, invece di candidature tratte dal Parlamento, si scegliessero giuristi di chiara fama che non provengono dagli schieramenti politici”, dichiara al Sir il presidente emerito della Corte Costituzionale, Francesco Paolo Casavola, commentando l’incapacità del parlamento italiano di eleggere, in 17 mesi, due giudici della Corte costituzionale, in sostituzione di Mirabelli e Guizzi giunti a fine mandato. “Se il Parlamento non riuscirà a trovare un accordo sui due giudici da eleggere – osserva Casavola – si potrebbe arrivare all’ipotesi, per ora solo di scuola, di scioglimento anticipato delle Camere per inidoneità a svolgere i loro compiti costituzionali”. “In base alla nostra costituzione – spiega il giurista – i membri della Consulta sono nominati dalla Presidenza della Repubblica, dalle Supreme magistrature e dal Parlamento. Mentre non vi sono mai stati problemi da parte dei primi due soggetti, che hanno sempre eletto i giudici alla scadenza del mandato dei loro predecessori, il Parlamento non ci è mai riuscito. Tuttavia non ci sono mai stati intervalli così lunghi per ristabilire il plenum della Consulta”. Le ragioni, ad avviso di Casavola, sono molteplici. Anzitutto il fatto che questa volta si tratta “solo di due giudici da eleggere, perché con i quozienti richiesti per l’elezione occorre impedire che gli schieramenti propongano candidati di bandiera”. La seconda e principale ragione è legata al “sistema bipolare” che estremizza il confronto e rende più difficile l’accordo. “Le difficoltà incontrate per leggere i giudici della Consulta – nota Casavola – sono il segno del laborioso e faticoso adattamento del sistema politico al sistema costituzionale che ci viene richiesto in questi tempi e che è tipico delle fasi di transizione”.