L’incontro convocato in Vaticano domani e dopodomani, 23 e 24 aprile, per esaminare “i problemi creatisi nella Chiesa degli Stati Uniti in seguito agli scandali connessi con la pedofilia” non ha lasciato indifferente il card. Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, intervenuto al convegno nazionale dei settimanali cattolici (Fisc), conclusosi sabato a Cesenatico. Anche ai settimanali cattolici il cardinale ha chiesto di affrontare queste delicate questioni senza paura e con grande senso di responsabilità. “La Chiesa – ha detto – deve avere il coraggio di riconoscere le debolezze che sono al proprio interno e tutti insieme, dobbiamo aiutarci per correggere gli errori”. Secondo il cardinale, “ciò che sta succedendo nella Chiesa americana avrà forte risonanza anche in quella italiana perché la pedofilia e l’omosessualità sono mali presenti ovunque e vanno affrontati tempestivamente e con fermezza”. È necessaria, “una responsabilità da parte di tutti, ad incominciare dalle famiglie, che devono garantire ai ragazzi un’infanzia serena. Spesso drammi o episodi negativi vissuti nelle famiglie segnano i ragazzi per tutta la vita”. In secondo luogo, ad avviso del cardinale, “si deve richiamare la responsabilità formativa e la capacità di discernimento degli educatori dei seminari perché il desiderio di un giovane di diventare prete non è ancora vocazione: il sacerdozio non è un mestiere qualsiasi ed è indispensabile che chi lo sceglie interroghi fino in fondo la propria coscienza”. In ogni caso “i rettori dei seminari e i padri spirituali sono chiamati a rivedere e ripensare la formazione dei futuri sacerdoti con maggiore e costante attenzione agli aspetti legati all’affettività, alla sessualità, allo stesso celibato”. Quindi, ha concluso il card. Tonini occorre “dare alla formazione al sacerdozio tutto il tempo necessario senza andare in maniera frettolosa all’ordinazione. E’ meglio avere dieci sacerdoti in meno che averne uno sbagliato”.