IL CNCA COMPIE 20 ANNI: DIFENDERE I DIRITTI DI CITTADINANZA

Si è aperta con una riflessione di don Vinicio Albanesi, presidente del Cnca, il Convegno “Con i vulnerabili” che si è tenuto oggi all’Auditorium del Pime di Milano per celebrare i venti anni di vita del Coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza.Nel suo intervento don Albanesi ha denunciato “il clima di intolleranza che da tempo è prevalso nel nostro Paese nei confronti dei ‘poveri’, dei ‘devianti’, dei ‘marginali'”.I 256 gruppi e comunità aderenti al Cnca (dati 2001) affrontano una vasta area del disagio sociale, dai problemi della tossicodipendenza all’abbandono minorile, dalla condizione del carcere e dei senza dimora alla disabilità fisica e mentale.”Continuando a rimanere accanto alle fasce più a rischio della popolazione – ha proseguito don Albanesi – oggi il Coordinamento è chiamato a spostare l’attenzione dalla ‘comunità’ quale luogo di recupero, ai ‘territori’ dove il disagio nasce e si alimenta, mentre è ancora troppo imperante la politica dell’intervento riparatore quando i guasti sono avvenuti”.Quali i sogni del Cnca? “Una pari dignità per tutti. Guai a distinguere: i vecchi, i malati, i marginali, i problematici sarebbero destinati a uscire fuori dal circuito di cittadinanza, senza diritti e con minor tutele”. “La risposta sociale – ancora – è la capacità di rendere vivibile la vita, appellandosi alle risorse, piene o parziali, di chiunque. Questo è il progetto che sogniamo da venti anni: in Italia è appena abbozzato; ci impegneremo perché non arretri verso forme di assistenzialismo, offensive della dignità umana”.Ospiti della manifestazione sono stati Ferruccio De Bortoli, Gad Lerner, Enrico Mentana e Antonio Sciortino.