IL CNCA COMPIE 20 ANNI: 134 MILA LE PERSONE ASSISTITE

“La cosa più bella della vita è ridare speranza a chi non ne ha. Ci è sufficiente nella fatica di ogni giorno”: con queste parole don Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza (Cnca) ha riassunto il senso del lavoro compiuto dai gruppi della Federazione nei 20 anni dalla sua costituzione. L’evento è stato ricordato in un incontro dal tema “Con i vulnerabili”, tenutosi oggi presso l’Auditorium del Pime di Milano, per “confermare gli impegni verso il mondo dei ‘vulnerabili’ ma anche per capire gli eventi che ci circondano e continuare ad inventare risposte che diano tregua alle difficoltà di molti”. Alla fine del 2001 il Cnca contava 256 gruppi e comunità aderenti suddivisi in 14 aree regionali. Le persone “prese in carico” nello stesso anno sono state più di 34 mila ma ben 134 mila sono quelle che si sono avvicinate per un contatto. I gruppi sono impegnati prevalentemente con i tossicodipendenti (156), i minori del settore civile (138) e i giovani in difficoltà con più di 18 anni (114). Numerose anche le comunità che si dedicano a detenuti ed ex detenuti (76), a famiglie a rischio (75), ad alcolisti (75), a persone affette da Aids (58), agli immigrati (53) e ai malati mentali (51). In due decenni di attività, il Cnca ha affrontato queste ed altre emergenze sociali “offrendo – ha detto ancora don Albanesi – una lettura del disagio e ponendo alla base del servizio di operatori e volontari due principi fondamentali: rispetto per chi si trova in difficoltà e accompagnamento”.