“La Chiesa segue con vivo interesse questa delicata fase di riordino e di aggiornamento delle istituzioni europee”, scrive la “Civiltà Cattolica” nell’editoriale che sarà pubblicato sul prossimo numero e dedica ampio spazio ad una riflessione sui lavori della Convenzione per il futuro dell’Europa che ha aperto i suoi lavori lo scorso 28 febbraio. La rivista dei gesuiti riconferma la “corretta laicità cui si devono ispirare l’ordinamento e le istituzioni civili” ma invita a “non dimenticare il patrimonio che sta alla base della società europea e che sin qui ne ha garantito lo sviluppo anche civile e democratico. In questo senso è sembrato timido e riduttivo il semplice riferimento che il Preambolo alla Carta (dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ndr) fa ai valori spirituali (termine che ha sostituito ‘religiosi’) e morali”. La “Civiltà Cattolica” mette anche in luce il “divario tra l’esperienza della gente e la costruzione burocratico-amministrativa” dell’Unione Europea che si è andato manifestando “col passare degli anni”. “Ricucire” questo “strappo”, ad avviso dei gesuiti, “deve essere una delle più grandi preoccupazioni dei membri della Convenzione” perché “si registra tra la gente una certa stanchezza e, forse anche, una certa delusione per un’Europa percepita ora troppo distante, ora troppo invadente”. Nello stesso tempo, prosegue l’editoriale, “sono ancora molto forti le spinte verso una grande fratellanza tra gli europei, che deve trovare la giusta espressione nelle istituzioni comunitarie”. (segue)