CIVILTÀ CATTOLICA: LA CHIESA SEGUE CON ATTENZIONE IL LAVORO DELLA CONVENZIONE EUROPEA (2)

La “Civiltà Cattolica” sottopone all’attenzione dei membri della Convenzione europea anche altre due istanze che toccano “più da vicino i cattolici”. Anzitutto, osserva l’editoriale, “saremmo lieti se la Convenzione – anche e soprattutto con l’apporto delle confessioni religiose – affrontasse seriamente e senza pregiudizi di sorta il problema del rapporto tra le esigenze poste dal fattore religioso, presente in molta parte della popolazione europea, e il corretto rispetto che si deve alla laicità delle istituzione pubbliche”. Talvolta, rileva ancora il quindicinale dei gesuiti citando la recente risoluzione del Parlamento europeo sulle donne e il fondamentalismo, “sembra che alcune istituzioni europee regrediscano su posizioni che credevamo superate, come quando – opponendo religione e laicità, quali avversarie irriducibili – esse tornano ad affermare che le convinzioni e le credenze religiose ‘appartengono alla sfera privata degli individui’ e deplorano ‘le ingerenze delle Chiese e delle comunità religiose nella vita pubblica e politica degli Stati'”. In secondo luogo la “Civiltà Cattolica” invita la Convenzione europea a riproporre “la questione giuridica dei rapporti dell’Unione Europea con le Chiese e le comunità religiose” allo scopo di “trovare la formula più conveniente per una sana collaborazione tra Unione Europea e Chiese e Comunità religiose, che non lasci la disciplina dei rapporti alla mercé della volontà unilaterale e volubile del Governo dell’Unione e che salvi anche le specificità acquisite nei singoli Paesi”.