IMMIGRAZIONE: CARITAS NORD-EST, “IL GOVERNO SIA CHIARO SUL PROBLEMA DELLE BADANTI”

A denunciare una situazione difficile riguardo alla presenza delle “badanti” straniere è la Caritas del Nord-Est, che rileva una “contraddizione” tra quanto previsto dall’attuale disegno di legge sull’immigrazione in discussione alla Camera dei deputati e quanto sta invece avvenendo nel Triveneto. Se da una parte la normativa, osserva oggi don Dino Pistolato, direttore della Caritas Nord-Est, “sembra orientata a riconoscere alle donne immigrate che svolgono attività di assistenza presso le famiglie, in particolare ad anziani non autosufficienti, la funzione di risorsa creando le condizioni minime per una regolarizzazione”, dall’altra, informa la Caritas, recenti operazioni di polizia (a Belluno e Trento) hanno emesso decreti di espulsione contro numerose donne immigrate clandestine che assistevano persone anziane, che ora rischiano anch’esse una condanna penale. Don Pistolato si chiede dunque “se ciò può essere solamente casuale o se non vi sia stata una precisa decisione di intervenire là dove finora si era preferito chiudere un occhio, ed in questo secondo caso quale sia l’orientamento reale dei pubblici poteri nei confronti del problema, essendo evidente che una contraddizione così palese non è sostenibile”. Per questo le 15 Caritas diocesane del Nord Est “stigmatizzano quanto accaduto, chiedono al Governo di chiarire i suoi intendimenti su questo problema, chiedono alle Regioni interessate di far sentire la loro voce così da tutelare tutte le persone e famiglie che, già con la difficoltà di dover accudire ad un parente in condizioni precarie, si sentono criminalizzate e minacciate dall’attivazione di procedimenti legali tanto incomprensibili quanto ottusi”. Dai dati del Rapporto sulle povertà delle Caritas del Triveneto risulta una presenza nel Nord Est di circa 22.000 badanti, a fronte di 15.000 persone da assistere e 23.000 posti letto per non autosufficienti nelle residenze sanitarie assistite e nelle case di riposo.