Aiuti concreti al Medio Oriente, una mobilitazione a livello internazionale e un itinerario di educazione alla pace e alla solidarietà in Italia, sono le iniziative intraprese in questi giorni dalla Caritas italiana, che ha inviato una nota alle Caritas diocesane, con riflessioni e spunti di confronto su questi temi. La Caritas Italiana ha già avviato da tempo quattro progetti in Terra Santa, con un impegno complessivo di 171.195,77 euro (circa 330 milioni di lire): la ripiantagione di 3000 ulivi nella zona di Jenin e Zabadeh, la ricostruzione di case distrutte, il miglioramento del dispensario di Taibeh e borse di studio per 30 ragazze. “Un cammino – spiega don Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana – che non nasce da questa ennesima emergenza, ma trova radici e prospettive nell’impegno quotidiano che da trent’anni la Caritas porta avanti”. Anche la rete internazionale Caritas aveva già accolto, prima dell’attuale acuirsi dell’emergenza, un appello di Caritas Gerusalemme, per interventi a favore delle categorie sociali maggiormente in difficoltà, con un impegno di un milione e mezzo di euro (tre miliardi di lire). Nei giorni scorsi Caritas Gerusalemme ha lanciato un nuovo appello alla rete internazionale di 813.000 euro (oltre un miliardo e mezzo di lire) per far fronte ai bisogni di migliaia di persone: medicine per gli ospedali, vestiti e coperte per coloro che hanno perso la casa, riparazione delle abitazioni danneggiate, generi alimentari per 1200 famiglie a Jenin, Ramallah e dintorni (Taeibe, Aboud), Zababde, Gaza, Naplouse, Toubas. Per sostenere gli interventi in atto (causale: “Palestina”): Caritas italiana, c/c postale n° 34 70 13 c/c bancario n°11113 Abi 5018 – Cab 12100 – Banca Popolare Etica, Piazzetta Forzatè, 2, Padova c/c bancario n°100807 – Abi 03069 – Cab 05032 – Intesa Bci – p.le Gregorio VII, Roma Cartasì (Visa, Mastercard) telefonando allo 06-541921 in orario d’ufficio.