“Le armi nucleari sono incompatibili con la pace che cerchiamo per il 21° secolo, non possono essere giustificate” per cui bisogna attuare “azioni inequivocabili che conducano alla loro eliminazione”. Questa è la posizione della Santa Sede in merito alla revisione del trattato di non proliferazione delle armi nucleari, esposta l’8 aprile (e resa nota oggi dalla Sala Stampa vaticana) da mons. Francis A.Chullikatt a New York, nel corso del “Preparatory Committee for the 2005 Review Conference of the Parties to the Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons”, ossia l’incontro preparatorio alla conferenza mondiale del 2005 su questi temi. La Santa Sede giudica “scoraggianti” le azioni compiute negli ultimi due anni per l’eliminazione delle armi nucleari nel mondo, notando addirittura una “regressione”: la conferenza sul disarmo, ad esempio, è “paralizzata”, fa notare l’esponente vaticano, “le armi nucleari sono ancora tenute in stato di allerta, il rimprovero della Corte internazionale di Giustizia per il completamento dei negoziati che conducono all’eliminazione viene ignorato”. Ma ancora più grave, ha osservato mons. Chullikatt, “è la evidente determinazione” di alcuni Stati nel “mantenere le armi nucleari in un ruolo critico all’interno delle loro dottrine militari”. La delegazione della Santa Sede è impegnata soprattutto contro la “vecchia posizione della deterrenza nucleare che sta evolvendo nella possibilità di uso in nuove strategie”. “A questo bisogna opporsi con con risolutezza- ha sottolineato mons. Chullikatt -. La Santa Sede ha costantemente richiamato il fatto che la strategia di deterrenza può essere affrontata solo come una fase nel processo che conduce al disarmo”. “Nella misura in cui è presa come fine a se stessa – ha osservato -, la deterrenza incoraggia i protagonisti ad affermare una costante superiorità gli uni sugli altri, in una gara incessante al riarmo”. Per questo il Vaticano conclude ribadendo con forza il suo invito ad attuare “concrete misure di disarmo”: “Non ci può essere una accettazione morale di dottrine militari che comprendono la presenza di armi nucleari”.