LETTERA CEI ALL’AZIONE CATTOLICA: BIGNARDI, NO A LAICI “PASSIVI”, SÌ ALLA “CREATIVITÀ” E AL “GUSTO PER LA VITA”

Un’Azione Cattolica sempre più collocata “in una prospettiva missionaria” e fatta di laici che abbiano il “gusto” di “entrare nelle grandi e piccole questioni della vita”. E’ quella delineata oggi da Paola Bignardi, presidente dell’Azione Cattolica Italiana, in occasione della presentazione della lettera indirizzata dai vescovi italiani all’associazione. Illustrando le “scelte di rinnovamento” che sranno alla base dell’XI Assemblea generale dell’Ac, in programma a Roma dal 25 al 28 aprile, la presidente nazionale ha parlato di un’associazione “creativa, propositiva, capace di prendere iniziative soprattutto in vista di una Chiesa ‘missionaria’; radicata profondamente nell’esperienza delle diocesi, ma per contribuire alla costruzione di comunità sempre più aperte, in dialogo col territorio, capaci di rispondere agli interrogativi dell’uomo di oggi”. No, quindi, ad un’Ac ripiegata “nel piccolo mondo delle ‘cose di Chiesa’”, o fatta di “laici passivi, dipendenti, più ‘esecutivi che capaci di interpretare la propria vocazione”. Sì, invece, ad un’Ac “dei volti, delle relazioni, del riconoscimento, dell’accoglienza”: un’associazione, l’ha definita Bignardi, “che abbia il ‘gusto’ di entrare nelle grandi questioni della vita, ma anche nel vissuto quotidiano della gente, fatto di ricerca di senso, di fatica a portare avanti la vita di ogni giorno”. La presidente nazionale di Ac, riferendosi alla lettera, ha parlato di “quasi un nuovo riconoscimento” tributato dai vescovi all’associazione, che viene “incoraggiata, confermata, rafforzata nel suo servizio di ‘dedizione’ alla propria Chiesa, e alla globalità della sua missione”. Il futuro dell’Ac, ha concluso Bignardi, passa attraverso “una missionarietà che assume il caratere della vita laicale”, ed è “un procesaso di rinnocamento interno” che “non si esprime in primo luogo in forme ‘strutturate’, ma in luoghi, forme, esperienze di vita quotidiana che appartendono al vissuto di ogni ‘laico’ di oggi”.