CEI: L’AZIONE CATTOLICA, “VOCE DEL LAICATO” E “COSCIENZA CRITICA” DELLA SOCIETÀ CIVILE

“La promozione dei laici cristiani, nella visione di Chiesa propria del Concilio Vaticano II, passa anche attraverso le diverse forme di aggregazioni laicali, tra le quali un posto particolare spetta all’Azione Cattolica”. E’ quanto scrivono i vescovi italiani, in una lettera inviata oggi all’Azione Cattolica Italiana, definita dalla Cei una “tipica esperienza di laici” che “rappresenta una grande risorsa per la Chiesa in Italia e richiede oggi una rilettura, attenta all’eredità del passato e, insieme, coraggiosa nell’assumere forme rinnovate per il futuro”. “La formazione di un laicato adulto nella fede; lo sviluppo e la diffusione di una coscienza cristiana matura, che orienti le scelte di vita delle persone; l’animazione della società civile e delle culture, in collaborazione con quanti si pongono al servizio della persona umana”: queste – si ricorda nel documento del Consiglio permanente della Cei, indirizzato ad Ac alla vigilia della sua XI Assemblea nazionale – le “direzioni” tracciate dal Papa per l’Azione Cattolica, il cui “spessore ecclesiale” viene riconosciuto dai vescovi, secondo cui Ac non è “un’aggregazione ecclesiale tra le altre, ma un dono di Dio e una risorsa per l’incremento della comunione ecclesiale, sui quali ciascun Vescovo, il suo presbiterio e l’intera comunità ecclesiale sanno di poter fare affidamento”. La presenza dell’Azione Cattolica nelle comunità e la sua “connotazione popolare” ne fanno, per la Cei, “uno strumento essenziale per realizzare la condivisione di orientamenti culturali comuni all’interno delle Chiese particolari e per esser coscienza critica nella società civile”, “voce del laicato cattolico attorno ai grandi temi che si agitano nella nostra società”. Tutto ciò, precisano però i vescovi, “senza entrare negli spazi propri delle forze politiche, evitando il ricorso a modalità di intervento che comporterebbero lo schierarsi con l’una o l’altra di esse”, bensì partendo dalla convinzione che “l’animazione del sociale richiede di ricercare forme efficaci di presenza per dare visibilità alla testimonianza cristiana”. L’Ac terrà l’XI assemblea nazionale a Roma dal 25 al 28 aprile. Circa 1000 delegati in rappresentanza di 2100 responsabili diocesani e 34900 responsabili parrocchiali eleggeranno il nuovo Consiglio nazionale. L’associazione – presidente Paola Bignardi e assistente generale il vescovo mons. Francesco Lambiasi – è presente in 219 diocesi e 7283 parrocchie. (segue)