FESTA DI VESAKH: MESSAGGIO DEL CARD. ARINZE AI BUDDISTI, “PROMUOVERE UNA CULTURA DELLA VITA PER IL FUTURO”

Ai “drammatici” eventi dell’11 settembre e alle minacce che subisce la vita umana a causa del progresso tecnologico, è dedicato il messaggio che il card. Francis Arinze, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha inviato ai buddisti per la festa di Vesakh. “Mentre invio questo messaggio di felicitazioni – scrive Arinze – non posso non ricordare i drammatici eventi dell’11 settembre dello scorso anno. Da allora, la gente in ogni parte del mondo ha avvertito un nuovo timore per il futuro”. “In mezzo a questo timore”, aggiunge il cardinale, è dovere dei cristiani e dei buddisti, “incoraggiare la speranza” e “contribuire ad un mondo più pacifico nel futuro”. Il cardinale fa poi riferimento alla diffusione di “una cultura della morte” e ricorda che “l’aborto, l’eutanasia e gli esperimenti genetici sulla stessa vita umana hanno già ottenuto o stanno per ottenere il riconoscimento legale”. Nel messaggio, Arinze mette in relazione questa cultura della morte con gli attacchi terroristici ed aggiunge: “Dobbiamo dire che entrambi si fondano sul disprezzo per la vita umana”. Il messaggio ha come titolo una esortazione: “buddisti e cristiani: promuovere una cultura della vita per il futuro”. “E’ precisamente sul comune rispetto per gli esseri umani – spiega il card. Arinze – che noi cristiani e buddisti dobbiamo costruire una ‘cultura della vita’ nella quale il diritto alla vita sia pienamente protetto dal concepimento fino alla morte naturale”. La festa di Vesakh è la più importante per i Buddisti. Nei Paesi di tradizione therevada, quest’anno si celebra il 19 maggio; in essa si commemorano i principali avvenimenti della vita di Buddha. Nei Paesi di tradizione mahayana, i vari momenti della vita di Buddha vengono ricordati in giorni diversi. Tuttavia, anche qui la festa più importante è quella di Vesakh durante la quale si fa memoria della nascita di Siddharta Gautama (8 aprile).