PIETÀ POPOLARE: VATICANO, NON VA “IGNORATA”, MA “EVANGELIZZATA” (2)

“Il corretto rapporto tra liturgia e pietà popolare – si legge nel Direttorio – può venire turbato quando si attenua la coscienza di alcuni valori essenziali della liturgia”: un atteggiamento, questo, che va “corretto” attraverso “un’accorta azione catechestica e pastorale”. In concreto, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti invita i vescovi ad “evitare opposizioni, come pure equiparazioni o sostituzioni”, nel rapporto tra liturgia e pietà popolare. La “via per risolvere squilibri o tensioni”, si legge nel Direttorio presentato oggi in Vaticano, è la formazione adeguata in questi due ambiti, “sia del clero che dei laici”. “Evangelizzare la pietà popolare, porla in contatto fecondo con la parola del Vangelo”: questo il compito affidato ai vescovi e alla comunità ecclesiale, oltre che il “rimedio” principale affinché i “pii esercizi” siano “conformi alla dottrina della Chiesa” e “in armonia con la liturgia”. Nella seconda parte del documento, viene fatto cenno ai “fenomeni e fatti straordinari” presenti in alcune forme di devozione popolare, e spesso legate a “rivelazioni privata”. Queste ultime, si precisa, non hanno il compito di “migliorare o completare la rivelazione”, ma di “aiutare a viverla più pienamente” in una determinata epoca storica. La venerazione dei santi, ammonisce, inoltre, la Congregazione pontificia, non deve “oscurare” le normali pratiche di culto e non va manifestata semplicemente tramite “atti esteriori”, bensì tradotta in “impegno di vita cristiana”. Da valorizzare, infine, l’esperienza dei pellegrinaggi ai santuari e ai luoghi di particolare devozione, come “espressione tipica della pietà popolare”.