SIREUROPA: IN GERMANIA CONSULTORI DELLA CARITAS ONLINE IN AIUTO ALLA VITA

E’ stato presentato oggi a Berlino il nuovo servizio di consulenza online della Caritas tedesca per le donne in gravidanza. Una “maglia importante nella rete delle offerte di aiuto e di assistenza della Chiesa cattolica”, lo ha definito il card. Karl Lehmann nella conferenza stampa di presentazione. A suo parere “questo tipo di servizio” ha il vantaggio di “riuscire a cogliere la dimestichezza dei giovani nell’approccio con i media elettronici venendo incontro alla loro gioia e al loro modo di vivere”. Queste le offerte del servizio, come presentate da Hellmut Puschmann, presidente della Caritas: dalla home page del sito www.caritas.de si potrà accedere direttamente alla chat chiusa con una delle 6 consulenti della diocesi di Speyer che lavorano al progetto. Il lunedì dalle 10 alle 12 e il mercoledì dalle 19 alle 21 si potrà avere un contatto diretto con risposta in tempo reale; in altri momenti le domande potranno essere inviate per e-mail ed entro 24 ore si riceverà una risposta. Dopo che, nel 1999, la Chiesa cattolica in Germania aveva cessato l’attività di consulenza sull’aborto prevista dal sistema statale, “era diminuito”, secondo le stime della Caritas, “il numero delle donne che si rivolgevano ai consultori” ma, “i problemi in merito alle gravidanze e alla nascita erano diventati più numerosi e complessi”; anzi, secondo Lehmann “il bisogno non era minore”, motivo per cui la Chiesa aveva “alzato, aumentato e ampliato” le sue attività in questo settore, creando con le comunità e le organizzazioni caritative “un vero e proprio network per la vita”. Il sostegno alle famiglie – anche oltre il periodo della gravidanza e della nascita – costituisce una richiesta centrale della Caritas, rileva Puschmann e “uno dei suoi compiti principali cui sono legati numerosi altri servizi” Con questi servizi di aiuto e di consulenza si vuole “contribuire a una consapevolezza complessiva più forte nei confronti dei bambini e delle famiglie nella nostra società”, poiché “le infrastrutture e il clima sociale in Germania sono tali che la decisione a favore del bambino vuol dire farsi carico, per la maggior parte delle famiglie, e molto di più per le madri sole, di grossi rischi che possono arrivare fino a una pesante discesa sociale e minaccia di povertà”.