“Nella basilica della Natività rischiamo tutti di morire di fame e sete” è l’appello, rilanciato dall’agenzia internazionale Fides, di p. Ibrahim, responsabile della comunità francescana alla basilica della Natività, a Betlemme, ancora assediata dai carri armati dell’esercito israeliano. Dopo che i 5 giornalisti italiani ed esteri sono stati portati fuori dall'”inferno” di Betlemme p. Ibrahim spiega che all’interno della basilica “adesso siamo solo noi frati, suore e monaci, insieme a questi 200 giovani palestinesi”. Da tre giorni, infatti, i giornalisti italiani, 40 frati e suore francescani, insieme a 30 monaci ortodossi e armeni erano rinchiusi alla presenza di 200 palestinesi armati, regolari e irregolari. Nella mattinata di ieri, 3 aprile, la stessa Fides aveva lanciato un appello ai giornalisti perché non lasciassero la basilica, essendo la loro presenza un deterrente contro possibili azioni violente. Secondo quanto riferisce l’agenzia “è toccato a p. Ibrahim condurre i giornalisti fuori della basilica, in una via laterale, per affidarli alla custodia del console italiano a Gerusalemme”. “Ora siamo soli a fronteggiare questa situazione – ha confidato a Fides il frate – Ma occorre che il mondo ci aiuti a trovare una soluzione pacifica a questa situazione complicata. Tutta la mia comunità e questi 200 giovani palestinesi siamo rinchiusi qui da 3 giorni, le scorte di cibo sono finite, non abbiamo né mangiare né bere. È una situazione tragica. Aiutateci!”.