“Non siamo contro gli ebrei, ma vogliamo conservare la nostra identità”. A dichiararlo, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del settimanale della diocesi di Padova, “La difesa del popolo”, sono i circa 300 palestinesi presenti in Veneto, distribuiti soprattutto fra le province di Padova, Verona e Venezia ed in contatto costante con familiari e amici che vivono in Terra Santa. “Chiediamo un intervento del governo italiano e dell’Europa”, dichiara Ali Samhan, presidente della comunità dei palestinesi nel Veneto, ricordando le iniziative di mobilitazione da loro attuate nei giorni scorsi a favore della pace, considerata “l’univa via” per porre fine all’escalation di tensione, morte e violenza. A proposito dei palestinesi in Terra Santa, “sono consapevoli che questo è l’ultimo conflitto per la liberazione”, informa Samhan, e aggiunge: “Gli israeliani non stanno risparmiando nessuno. Ma tutti stanno pagando un prezzo molto alto, non solo i palestinesi”. Riguardo agli episodi antisemiti che si stanno verificando in Europa, i palestinesi del Veneto affermano: “Sono azioni che disapproviamo e che sono contro il nostro stesso popolo, perché si sta cercando di far passare l’idea che l’ebreo minacciato in Europa è un ebreo salvo in Palestina. Invece, chi vuole solidarizzare con il nostro popolo deve manifestare pacificamente. Non siamo contro gli ebrei, ma contro la politica sionista”. “No” ai kamikaze, infine, “sì” a qualunque azione di pace: “La nostra preoccupazione – aggiunge Samhan – è che chi ha acceso il fuoco bruci tutta la regione. A quel punto è difficile pensare che il mondo arabo rimarrà fermo. Noi pensiamo ai nostri familiari, alla nostra gente, al nostro futuro e vogliamo poter continuare a dire: ‘sono palestinese'”.