Un appello alle comunità cristiane affinché “facciano sentire la propria voce critica attraverso i loro rappresentanti nonché attraverso forme di pressione popolare” contro la proposta di modifica della legge 185/90 sul “controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento” è stato lanciato nei giorni scorsi dalla Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Brescia. E’ attualmente in discussione in Parlamento l’ipotesi di riforma della suddetta legge, una “tra le più rigorose a livello internazionale” e che “pone l’Italia all’avanguardia fra i paesi produttori di armi” con “precisi divieti al commercio di materiale bellico: il divieto di esportare armi se queste contrastino con la lotta al terrorismo internazionale, il divieto di esportare a Stati responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali sui diritti umani e il divieto di esportare a Paesi in stato di conflitto”. Il disegno di legge in discussione va, viceversa – secondo la Commissione -, nel senso di un netto allentamento dei divieti in atto rendendo meno rigorosi le procedure di autorizzazione, i controlli bancari, i controlli su pezzi e componenti, i divieti di esportare a Paesi coinvolti in conflitti. La nuova legge, se approvata, “andrà oltre la deregulation prevista in sede europea, liberalizzando gli scambi al di là dei confini Ue e Nato, e sottraendo al controllo del Parlamento e dell’opinione pubblica transazioni estremamente importanti per gli indirizzi di politica estera del Paese”. “Ai legislatori ed in particolare a quelli che fanno esplicita ammissione di appartenenza alla comunità ecclesiale bresciana, – si legge ancora nel documento diocesano – la Commissione rivolge l’appello perché si orientino secondo quanto qui espresso”; è anzi auspicabile un “impegno democratico affinché, a livello europeo, venga accolta una legge sul commercio delle armi come quella in vigore oggi in Italia”. Ma la Commissione diocesana, con riferimento all’imminente fiera delle armi sportive e da caccia, denominata Exa, che si svolgerà a Brescia a metà aprile, sollecita inoltre una “riflessione e un’assunzione di responsabilità per la grande diffusione delle armi da guerra leggere che vengono prodotte anche da alcune ditte che partecipano all’Exa”, e propone di “studiare e rilanciare all’attenzione dell’opinione pubblica” la questione “della riconversione industriale”.