L’Europa non può rimanere a guardare. E’ quanto Ettore Masina, giornalista e scrittore nonché presidente nel 1991 del Comitato per i diritti umani della Camera dei deputati, scrive a Romano Prodi in una lettera aperta inviata in questi giorni in seguito alle violenze, al terrorismo ed agli interventi militari che stanno insanguinando la Terra Santa. “La sicurezza del popolo israeliano – scrive Masina – che a noi appare tanto importante quanto quella del popolo palestinese non può essere assicurata che da una pacificazione degli animi che, a sua volta, non può avvenire se Israele non si ritira dai territori occupati prima che sia troppo tardi. Le minacce ad Arafat sono una miccia accesa sotto una bomba geopolitica. La stessa stabilita dei governi arabi è minacciata”. “Noi – aggiungono i firmatari riferendosi ad ogni azione e reazioni violente – non ci rassegniamo all’inazione, davanti a tanto orrore. Mentre studiamo le possibilità di solidarietà umanitaria con le persone colpite dalla repressione, come cittadini non possiamo che rivolgerci alle persone cui abbiamo, con il nostro voto, affidato la nostra rappresentanza”. Da qui l’appello al presidente della Commissione europea: “Molti di noi nutrono per lei, signor presidente, consenso politico; tutti noi le portiamo stima. Ma noi pensiamo che lei e noi saremo ricordati dalla storia per ciò che avremo fatto (o non avremo fatto) in queste ore per la difesa del popolo palestinese così violentemente colpito. L’Europa, che si porta dietro tante responsabilità nella orrenda persecuzione degli ebrei e che ha rovesciato sui palestinesi la sua ansia di riparazione, non può adesso rimanere a guardare il massacro delle libertà di un altro popolo”.