“E’ un fatto molto importante e anche in sé straordinario quando tante persone, in rappresentanza di realtà così diverse, si mettono insieme per un comune progetto: ciò è indice di una società stabile e costruttiva, che vuole anche proporre complesse opere di solidarietà”: lo ha detto questa mattina a Roma, durante il convegno di presentazione del “Programma artigiani” in Costa d’Avorio, l’arcivescovo Francisco Azcona San Martin, sottosegretario del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, che ha svolto il discorso conclusivo. L’iniziativa “Programma artigiani” è stata lanciata dal Comitato Collegamento Cattolici per una Civiltà dell’Amore (Ccc), insieme alle principali realtà del mondo artigianale italiano (Confartigianato, Cna e Casartigiani, insieme alla banca Artigiancassa) e alle Missionarie di S. Antonio M. Claret. Queste ultime gestiscono da oltre trent’anni le missioni in Costa d’Avorio e ad Abidjan animano un centro di accoglienza e una scuola di formazione. “Il programma come ha spiegato il segretario generale del Ccc Giuseppe Rotunno vuole rappresentare una ‘sfida’ per offrire una trentina di micro-aziende del settore tessile e dei servizi alla persona in un paese attualmente in grave difficoltà”. Secondo il presidente Artigiancassa, on. Antonio Laforgia, “il mondo artigianale può offrire molto in termini di ‘maestria’ nel lavoro e di formazione di una coscienza civile anche in un paese come la Costa d’Avorio”. Il sottosegretario alle Attività Produttive on. Giuseppe Galati ha ricordato l’importanza della “creazione di una cultura del lavoro per la crescita dei paesi africani”, mentre Fabio Menicacci, segretario generale della Confartigianato, ha ricordato le già numerose iniziative di solidarietà sostenute negli anni scorsi dal mondo delle piccole imprese (microprogetti in Congo, Somalia, Malawi, Etiopia ed altri paesi). L’arcivescovo Azcona San Martin ha ricordato l’impegno della Chiesa, attraverso “Cor Unum” per “realizzare le intenzioni di carità del Papa e per armonizzare le tante iniziative di promozione umana e cristiana in vari paesi del mondo”. Ha poi plaudito alla iniziativa italiana in Costa d’Avorio, affermando che “essa può costituire una esperienza pilota per tanti altri progetti analoghi che aiutino a riaccendere la speranza dove lo sconforto e le miserie minacciano l’esistenza di molti”.