GIORNATA DELLA PACE 2003: MONS. MONSENGWO (CONGO), “IL MONDO È NEL DISORDINE, I POLITICI CAMBINO ATTEGGIAMENTO”

” “”Spero e prego perché i capi di Stato si sentano interpellati dalle parole del Papa soprattutto in una situazione mondiale di così grande disordine da far paura”. A parlare è mons. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinsangani (Congo), che commenta – in una intervista che sarà pubblicata sul prossimo Sir bisettimanale – alcuni passi del messaggio di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della pace 2003. “C’è un legame stretto tra politica e legge morale che non deve mai venire meno – afferma mons. Monsengwo facendo riferimento alle parole del Papa -. Spesso alcuni politici pensano sia lecito portare la guerra in diverse parti del mondo senza porsi nessun interrogativo di tipo morale. Ma non si può rivestire un ruolo di potere senza mettersi in discussione”. Citando anche alcuni esempi in Africa mons. Monsengwo ricorda che “oggi molti sistemi politici non sono equi e le procedure democratiche spesso vengono truccate. La mancanza di verità crea un sentimento di frustrazione tra la popolazione, con il rischio di rivolte e di una aggressività crescente nel mondo. I politici devono imparare che quando si prendono degli impegni bisogna rispettarli”: “Quando gli impegni nei confronti dei poveri non vengono rispettati si arriva non soltanto allo scoraggiamento ma ad un sentimento di mancanza di fiducia che può avere delle conseguenze drastiche nell’atteggiamento dei Paesi più poveri”. Secondo l’arcivescovo di Kisangani le Nazioni Unite potrebbero fare di più per ridurre gli squilibri mondiali e per la pace ma al loro interno “spesso vi sono interessi divergenti tra gli stessi membri, per cui non si pensa più al bene comune di tutta l’umanità ma solo ai propri affari. Allora capita che i piccoli siano sempre schiacciati e i potenti passino avanti. Non si può più andare avanti con questo ordine mondiale. Il Papa invita l’umanità a darsi delle regole per il bene comune di tutta l’umanità, non solo di una nazione”. A suo avviso “ci saranno senz’altro molti politici che si sentiranno interpellati dal messaggio, altri troveranno il modo di far presenti questi principi nei diversi vertici a cui partecipano. Negli ultimi quarant’anni sono stati fatti dei passi in avanti nei diritti umani. Così anche la verità, nei dibattiti politici, filosofici e teologici, finirà per farsi strada, perché nessuno può fermare le idee”.