GIOCO D’AZZARDO: NELLE SALE BINGO IL 10% SONO “GIOCATORI PATOLOGICI”, MONS. D’URSO CONTRO NUOVE NORME VIDEOGIOCHI (2)

” “”Si sono moltiplicate le occasioni di gioco (12 occasioni settimanali) – informa mons. D’Urso -, si gioca di più e si vince di meno: ‘comprano speranza’ le famiglie già sovraindebitate, i lavoratori dipendenti del settore sommerso, le famiglie numerose, gli abitanti dei quartieri più svantaggiati: addirittura impegnano il reddito di sussistenza il 56% degli strati sociali meno bassi, il 47% degli strati più poveri, il 66% dei disoccupati”. Grandi responsabilità vengono date alle sale Bingo, che secondo mons. D’Urso rischiano di trasformarsi “in piccoli casinò di quartiere”: “E’ necessario chiarire l’equivoco: non è una tombola in grande, dove si parla, si scherza, il ritmo è disteso. Nelle sale da gioco, per guadagnare, il gestore ha la necessità di far chiudere una partita in tre minuti”. Destano particolare preoccupazione gli aspetti patologici del gioco: “Nell’immaginario collettivo il giocatore patologico è il ricco principe che gioca al casinò e perde tutto – spiega Gioacchino Lavanco, moderatore al convegno e studioso di questi temi -. Invece oggi sono strozzati dai debiti di gioco il sottoproletariato, gli anziani e i minori”. Tra gli obiettivi del convegno, quello di cominciare ad elaborare un documento che illustri al governo le preoccupazioni riguardo ai “giocatori patologici” e l’approfondimento degli studi scientifici su questo tema.
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