” “”Abbiamo bisogno di qualcosa di più forte della tolleranza e del pluralismo. Quando parliamo di religioni occorre dare spazio alle differenze”. Randy Nailor, segretario generale dell’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana con sede a Londra, è intervenuto così questa mattina a Roma al dibattito di apertura del convegno promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia dal titolo “Pluralismo religioso e mass media. L’Europa e l’Italia”. “Quello che le religioni devono fare è valorizzare le diversità” ha affermato Nailor -. “Per costruire la pace, specie dopo l’11 settembre, la coesistenza non è abbastanza. La paura sta creando egoismi e chiusure pericolose”.
” “La sfida della diversità interroga anche i media. “Esiste una doppia comunicazione dell’aspetto ‘religioso’ ” ha precisato Gianna Urizio, giornalista della trasmissione di Raidue “Protestantesimo” -. “Da una parte prevale il politically correct, dall’altra arrivano messaggi subliminali che identificano, ad esempio, i gruppi ai margini con una determinata religione”. In effetti “prima dell’11 settembre in Francia si parlava di immigrati o di magrebini” ha detto Jean Luc Mouton, caporedattore della sezione politica del settimanale “La Croix” -, “ora ci riferisce ai musulmani”. I dibattiti, a livello di media e di società civile, si sono moltiplicati. “La laicità conquistata in Francia all’inizio del secolo passato ha cancellato ogni radice religiosa. E’ stato un errore?”, ha aggiunto Mouton. “Quando si parla di religioni non si può trascurare il movimento ecumenico” ha concluso Luca Negro, responsabile dell’area comunicazione della Conferenza delle chiese europee di Ginevra -. “Ma senza buonismo del dialogo, senza far finta che siamo tutti uguali”. Le Chiese cristiane “sono preoccupate per il dilagare in Europa dell’islamofobia”. Una preoccupazione che sarà oggetto della terza lettera che il Comitato per il dialogo con l’Islam diffonderà all’inizio del 2003.