MONS. BERTONE NUOVO ARCIVESCOVO DI GENOVA: IL “SALUTO” ALLA DIOCESI E GLI AUGURI DEL CARD. TETTAMANZI

” “”Sia fatta la tua volontà”: questa la risposta di mons. Tarcisio Bertone al Papa, che lo ha nominato oggi nuovo arcivescovo di Genova; finora segretario della Congregazione per la dottrina della fede, mons. Bertone, 68 anni, succede al card. Dionigi Tettamanzi, ora arcivescovo di Milano, alla guida della diocesi ligure, che è sede cardinalizia. Sacerdoti, diaconi e seminaristi: questi i primi destinatari citati nella lettera indirizzata oggi dal nuovo arcivescovo ai fedeli della diocesi di Genova, che ha definito “una Chiesa particolare radicata nella fede e nella tradizione di Santi”, “cresciuta per l’opera di zelanti Pastori, a cominciare dal lungo e indimenticabile ministero del compianto cardinale Giuseppe Siri, continuato dal cardinale Giovanni Canestri e dal cardinale Dionigi Tettamanzi, mio immediato predecessore. A lui va il mio ricordo ed il mio augurio per la guida della Chiesa sorella che è in Milano”. Laici e famiglie, anziani e ammalati, giovani, operatori della scuola e della cultura: questi gli altri destinatari del messaggio di Bertone, al “cuore” del quale c’è un appello “alle autorità civili, militari, politiche e a tutti coloro che operano per il progresso della società”, affinché vivano l’azione politica come “maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri”. Campo privilegiato per l’azione politica è il mondo del lavoro, ha detto l’arcivescovo citando “la grave crisi dell’occupazione soprattutto giovanile e le molteplici povertà che affliggono numerose persone e famiglie italiane o immigrate”. Riguardo ai “gesti di violenza” che “hanno turbato la comunità genovese”, Bertone si unisce “alla preoccupazione della città”, auspicando “il superamento di ogni tensione e il ristabilimento di una pacifica convivenza”. Di qui l’invito alla “responsabilità”: “Particolarmente per coloro che si dicono cristiani – ha detto l’arcivescovo – la responsabilità torna sul campo con tutta la sua forza ed i suoi valori, con la sua tenacia, con la sua consapevole umiltà, con la sua determinazione e capacità inventiva, e con tutte le ragioni della sua sperimentata speranza”. (segue)