” “Pubblichiamo la nota di Carlo Caviglione, sacerdote genovese ed esperto Sir per le questioni sociali e culturali. Il grave episodio accaduto a Genova, le due bombe scoppiate nella notte a pochi metri dalla Questura, hanno suscitato non poco sconcerto tra la popolazione. Non solo, anche le autorità hanno espresso la loro responsabile preoccupazione, a cominciare dal questore Fioriolli che ha dichiarato: “le due bombe volevano uccidere, poiché sono state programmate a poca distanza l’una dall’altra, in modo da richiamare gli agenti e farli saltare in aria”. Se il fatto è ben definito nelle sue drammatiche circostanze, difficile al momento ne risulta la interpretazione. Certamente si volevano colpire le forze dell’ordine, ma da parte di chi e per quali precisi intendimenti? Da parte di chi ha organizzato per il 14 e 15 dicembre una grossa manifestazione a Genova, riferendosi ai fatti del luglio 2001, già si è voluto interpretare il fatto come una programmata “politica della tensione”, per scoraggiare i partecipanti alla stessa manifestazione.
” “Ci pare difficile poter condividere una interpretazione troppo di parte. In realtà i genovesi non hanno certo dimenticato i fatti tragici dei giorni del G8: le devastazioni avvenute in una parte della città, gli scontri con le forze dell’ordine, la morte del povero Carlo Giuliani e il dramma del giovane carabiniere Placanica. Ora sarebbe dichiarato desiderio di tutti i genovesi, e non di loro soltanto, che la città non dovesse vivere altre giornate di sgomento e di disordine. Le due bombe inducono a riflettere sul fatto che, nonostante l’impegno delle istituzioni, vi siano individui o gruppi che tramano nell’ombra, per fini ancora oscuri per nuocere alla vita dei cittadini e, tutto sommato, alla tranquillità dell’ordine. In varie interviste, subito dopo la notizia dello scoppio, i genovesi hanno espresso non solo la loro preoccupazione (di disastri ne hanno già visti abbastanza!), ma anche il desiderio che si giunga, finalmente, a superare il clima di incomprensione e di divisione che è rimasto come lunga transizione del luglio scorso.
” “Genova è una città che vuole l’ordine e la pace, con la premessa necessaria che fatti drammatici come questi non abbiano più ad accadere, nella convinzione che, da ogni parte, si possano e si debbano scoprire e punire i responsabili. E’ in tutti i cittadini onesti la ferma volontà che si faccia chiarezza, per mantenere la fiducia dovuta alle istituzioni e, soprattutto in questo clima natalizio, la serenità nelle famiglie e nella convivenza civile.
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