Raggiunto telefonicamente a Belgrado, Mons. Stanislaw Hocevar, presidente della conferenza episcopale serba ed arcivescovo di Belgrado, ha commentato l’annullamento delle elezioni presidenziali per scarsa affluenza alle urne, attestatasi sul 44 per cento. “È necessario innanzitutto guardare alla situazione con molta tranquillità” – afferma “poiché questa società attraversa una fase di estrema transizione”, che prelude a “numerosi avvenimenti, tra cui la preparazione di una nuova costituzione” per regolare i rapporti della Serbia con Montenegro, Serbia e gli altri Paesi balcani”. Secondo Hocevar, un’ulteriore causa del fallimento elettorale va visto nella situazione “di grande povertà” cui versa gran parte della popolazione: “la gente è stanca e disorientata”. Allo stesso tempo, l’arcivescovo di Belgrado ha evidenziato come nel Paese si avverta “l’urgenza di realizzare un nuovo consolidamento della società, e innanzitutto delle istituzioni dello Stato”; contemporaneamente, aggiunge, “si cercano le personalità che potrebbero portare avanti questo Paese. Sono tutte queste cose, che insieme hanno contribuito a causare questa situazione”, dichiara. Interrogato circa le conseguenze sul piano internazionale dell’esito del voto, Mons. Hocevar ha espresso fiducia sul fatto che ciò “non blocca affatto il processo d’integrazione in Europa”, pur mettendo in conto “tempi più lunghi” per una sua promozione più efficace.