CRISI FIAT: PARROCO DI TERMINI IMERESE, “C’È IL RISCHIO DI SMANTELLAMENTO SOCIALE”

” “”L’aspetto più drammatico della crisi Fiat, con l’avvio della cassa integrazione, non è primariamente quello del sostentamento delle famiglie: qui abbiamo persone con una loro ‘dignità’, che vivono onestamente del loro lavoro, che credono nel valore dell’appartenenza al loro territorio e che con questa crisi rischiano alla lunga di essere costretti ad emigrare. E’ questo il vero dramma che si profila all’orizzonte”: lo dice don Rosario Francolino, parroco della parrocchia Del Carmine, dove ha sede lo stabilimento Fiat a Termini Imerese. Con i suoi 29 mila abitanti, di cui tre mila occupati nella Fiat e nelle fabbriche dell’indotto, la cittadina siciliana sta affrontando la crisi con vigore e generosità. “Tutte le sei parrocchie – spiega don Rosario – stanno lavorando all’unisono per sostenere le situazioni più critiche. Si registra un forte senso di solidarietà, morale e materiale. Le Caritas si sono messe in moto per intervenire insieme, coordinandosi tra di loro e dando l’aiuto immediato necessario. Il problema da tutti avvertito è però che, se la crisi economica perdurerà, ci sarà una ricaduta su tutte le altre attività economiche, con un impoverimento complessivo del tessuto cittadino. Il rischio è quindi quello dello ‘smantellamento’ sociale, col ricorso come soluzione estrema all’emigrazione come già avvenne all’inizio del secolo scorso, lasciandosi dietro interi paesi-fantasma”.
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