“Una proposta positiva che potrebbe riaccendere in Medio Oriente le speranze di una normalizzazione non solo politica ma anche sociale e culturale. E’ un giudizio positivo quello espresso dal card. Pio Laghi circa la proposta del principe saudita Abdullah di riconoscere lo Stato di Israele in cambio del suo ritiro dai Territori palestinesi occupati nel 1967. “Spero che possa concretizzarsi – ha dichiarato al Sir il cardinale, da poco rientrato dalla Terra Santa -. Ciò significherebbe anche una ripresa turistica e dunque dei pellegrinaggi”. “Nel mio pellegrinaggio – ha raccontato il cardinale – durante il quale ho incontrato pellegrini coreani e italiani non ho ravvisato in loro alcun elemento di preoccupazione o di paura. Ci siamo spostati senza timore raggiungendo anche la Galilea, una zona assolutamente tranquilla”. Nonostante la tensione ed i rischi di attentati, ha aggiunto, “mi è sembrato di vedere una Gerusalemme tranquilla. Certo molti negozi ed alberghi sono chiusi, la mancanza di pellegrini si fa sentire. Per andare a Betlemme bisogna superare un posto di blocco. Ma è un sacrificio che vale la pena fare anche per quei cristiani, come i frati della Custodia, che aspettano i pellegrini”. Tornare in Terra Santa in pellegrinaggio, ha concluso il card. Laghi, significa dare “un grande sostegno e conforto nella fede ai nostri fratelli cristiani che vanno aiutati perché restino nella loro terra. Pur nella loro esiguità i cristiani di Terra Santa sono quelli che gestiscono le parrocchie, animano le liturgie e i sacramenti. I luoghi santi sono vivi grazie a loro e finché ci saranno cristiani non diventeranno dei musei. Bisogna ricordarsene anche nel prossimo Venerdì Santo, ‘Giornata per le necessità della Chiesa in Terra Santa’”.