Ricevendo questa mattina i vescovi amici del Movimento dei Focolari, Giovanni Paolo II è tornato a chiedere alla Chiesa di “coltivare un’autentica e profonda spiritualità di comunione”. “Si tratta – ha aggiunto – di un’esigenza che riguarda tutti i membri della comunità ecclesiale. Questo compito spetta però anzitutto ai pastori, chiamati a vigilare affinché i diversi doni e ministeri contribuiscano alla comune edificazione dei credenti ed alla diffusione del Vangelo”. All’udienza hanno partecipato 80 vescovi di 43 nazioni del mondo, riuniti dal 23 febbraio (fino a domani) a Castel Gandolfo per il loro convegno annuale. Ricevendoli in Vaticano, Giovanni Paolo II ha espresso il desiderio che la comunione all’interno del popolo cristiano sia “sempre più assimilata, vissuta e manifestata, anche grazie ad un deciso impegno programmatico, a livello sia di Chiesa universale che di Chiese particolari”. I vescovi hanno approfondito il tema “Spiritualità di comunione, evangelizzazione e cultura dell’unità”, vivendo – si legge in una nota diffusa da loro oggi – “un’esperienza profonda di comunione fraterna, nutrita di conversazioni di spiritualità, approfondimenti teologici e momenti di dialogo”. “Dobbiamo ricordarci – ha detto il card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga – che non si tratta solo di mettere in atto una buona collaborazione, ma di vivere a tutti gli effetti quella spiritualità di comunione che rende presente Cristo e che è l’indispensabile presupposto per poter affrontare le sfide del terzo Millennio”. Il convegno ha dato spazio anche a scambi di testimonianze personali e pastorali, vissute spesso in regioni di grande sofferenza come il Medio Oriente, la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi.