Sono stati presentati questa mattina, nella “Casina del Boschetto” della Villa Comunale di Napoli, i risultati della ricerca svolta dalla Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno su “La condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Campania”. Si è trattato del primo appuntamento di un ciclo di tre seminari e un convegno conclusivo del progetto “La pianificazione delle politiche per i minori: dai territori alla Regione”.Dall’indagine, presentata oggi, emerge che nei 551 Comuni della Regione sono oltre 30.000 i minori seguiti dai servizi sociali: di essi 4.883 vivono in condizioni di disagio familiare, 3.331 hanno abbandonato la scuola, 2.797 sono disabili. Particolare attenzione presta la ricerca al problema del lavoro minorile e dei minori immigrati presenti sul territorio campano.La Campania, ha ricordato l’assessore regionale alle politiche sociali e formative Adriana Buffardi, è la Regione più giovane d’Italia. “È essenziale per noi – ha continuato – conoscere quali sono le condizioni effettive nelle quali vivono bambini ed adolescenti, quali servizi vengono offerti loro realmente e come funzionano. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che esiste un gap strutturale tra la nostra e le altre Regioni e che all’interno della stessa Campania esistono gap di reddito e di sapere, che incidono fortemente sulle nuove generazioni. Per fare innovazioni sociali mirate occorre, quindi, conoscere prima bene la realtà sociale. Di qui l’importanza di questa ricerca, dalla quale sono emerse alcune criticità: innanzitutto la mancanza di un vero coordinamento in rete dei diversi operatori, la prevalenza degli interventi dei servizi indirizzati su attività ludico e ricreative anche se i maggiori problemi sono di tipo economico, il problema dei bambini immigrati”. (segue)