SIREUROPA, BUTTIGLIONE: LA CONVENZIONE EUROPEA DIA SPAZIO ALLE CHIESE

“Credo che le Chiese debbano essere ascoltate dalla Convenzione europea. Purtroppo qualche volta ho l’impressione che, almeno una parte del Parlamento europeo, veda il fenomeno religioso come una minaccia e non come una risorsa”, afferma il ministro per le politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di SirEuropa, in vista dell’apertura dei lavori della Convenzione europea, domani, 28 febbraio, a Bruxelles. “Nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – prosegue Buttiglione – viene messa al centro la dignità della persona umana. In forza di questo, la Carta merita un apprezzamento. Però nella stessa Carta non viene adeguatamente messo in luce che la persona vive in una comunità, a cominciare dalla famiglia. Nella Carta si parla della famiglia ma senza un riferimento sufficientemente forte e ancorato alla natura della persona umana. Non si parla neanche di nazione che è l’altra grande comunità nella quale cresce e si sviluppa la persona. E non si parla di radici culturali dell’Europa”. Perciò, osserva il ministro, “sarebbe bene” che la Convenzione europea esplicitasse nei nuovi trattati o in un’eventuale Costituzione il riferimento alle radici cristiane del nostro continente. “Certo – sottolinea – non ci sono solo le radici cristiane. Sarebbe meglio allora parlare di radici ‘ebraico-cristiane’ e ricordare anche la grande tradizione greco-latina dell’Europa. Ma evitiamo di dare l’impressione che ci vergogniamo della nostra storia e che pretendiamo che l’Europa sia un albero senza radici, solo uno spazio economico e non culturale”.