I NOVE NUOVI SANTI: BONICELLI, “PERSONE NORMALI, MODELLI PER TUTTI”

“Il Papa invita, ancora una volta, ad amare la santità ponendola al centro della vita cristiana, coerentemente con tutta la linea del suo pontificato. Santità non come modello astratto, quanto piuttosto come processo che sottende un preciso progetto di vita, una sorta di autentica ‘programmazione’, ancorché questo termine possa apparire inappropriato, poiché nulla è estraneo ad ogni schema o paradigma quanto l’azione dello Spirito santo”. E’ quanto dichiara al Sir l’arcivescovo emerito di Siena mons. Gaetano Bonicelli, commentando l’odierno Concistoro ordinario pubblico nel corso del quale Giovanni Paolo II ha reso note le diverse date di nove canonizzazioni, tra cui quelle di Padre Pio da Pietrelcina e di mons. Escrivà de Balaguer. “Sono numerosissimi i santi canonizzati da Giovanni Paolo II, e molto diversi tra loro – riflette mons. Bonicelli – perché il Papa non si stanca mai di proporre modelli per tutti. Si tratta spesso di persone ‘normali’, ma che hanno saputo dare uno strappo alla mediocrità sollevandosene con un colpo d’ali. Il Papa ha dimostrato, a tale proposito, un’appassionata tensione nello scovare cause che potevano apparire secondarie, o legate ad una sorta di ‘santità minore’. Laici, donne, la prima coppia di coniugi nello scorso mese di ottobre: è questa l’autentica svolta impartita da Giovanni Paolo II, che vuole così insegnare che cosa significhi ‘programmare’ la santità collocandola al centro della propria esistenza e impegnandosi tutti, ciascuno nella propria condizione, a intraprendrerne il cammino. Obiettivo della vita di ogni cristiano, come peraltro – precisa mons. Bonicelli – recita il capitolo V della Lumen et gentium, fondamento teologico della vocazione universale alla santità che, dopo oltre 35 anni dal Concilio Vaticano II, non è ancora sufficientemente conosciuto e valorizzato” nonostante costituisca “un’imprescindibile indicazione pastorale”. “Oggi – è la conclusione del presule – occorre parlare di più dei santi, e non per il gusto dell’evasione ma, al contrario, per inserirsi pienamente nel solco originale tracciato da Cristo e riproposto con instancabile determinazione dal Pontefice”.