EUROPA: CASINI AL FORUM DE GASPERI “IL RICHIAMO AL CRISTIANESIMO NON INTACCA LA LAICITÀ DEGLI STATI”

Un appello ai membri italiani della Convenzione europea affinché non trascurino il richiamo alle religioni “e vogliano traslarlo nel testo che prepareranno della nuova Costituzione” è stato lanciato stamani a Roma dal presidente della Camera dei deputati, Pierferdinando Casini che si è richiamato alla parole del presdiente della Repubblica dello stesso tenore. Inaugurando a Montecitorio il III Forum internazionale promosso dalla Fondazione De Gasperi su “L’Europa nel pensiero e nell’opera di Giovanni Paolo II”, Casini ha rievocato il rammarico espresso dal Pontefice, in occasione del recente incontro con il Corpo diplomatico, per la “marginalizzazione delle religioni, non citate dalla Convenzione di Laeken”, e il monito all’Europa “a ritrovare se stessa, rimanendo fedele alle proprie radici cristiane”. Un impegno, ha precisato Casini, “che non intacca l’esigenza moderna di una laicità degli Stati, ma che costituisce, piuttosto, un giusto tributo al ruolo che la religione ha sempre assunto nella definizione dell’identità europea”. “Il progetto europeo – ha proseguito – non è nato per caso, ma si è forgiato su un patrimonio di valori che hanno un vero e proprio diritto di cittadinanza in Europa”, e solo se quest’ultima rimarrà fedele a tale vocazione “potrà assumere un ruolo chiave nella gestione della tutela internazionale di diritti dell’uomo, della difesa della pace, della libertà e della democrazia”. Secondo il prefetto della Congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re, “l’unione dell’Europa può essere concepita solo in armonia e come servizio alla comunità mondiale”; una “vera Europa dei cittadini e delle persone” che, se priva di “una profonda dimensione culturale, spirituale e morale non avrà futuro”. Ciò che le occorre oggi è, soprattutto, “un soprassalto della coscienza”. Sulla “pedagogia europea” di Giovanni Paolo II si è soffermato il vicepresidente della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea, mons. Attilio Nicora. “Più di 700 discorsi sul tema, pellegrinaggi nei grandi santuari, visite apostoliche in tutte le nazioni, proclamazione di nuovi patroni, instancabile sforzo ecumenico, coraggio dell’autocritica sulla storia del continente” e, soprattutto, il prezzo più alto per il suo coraggioso impegno: “lo stigma dell’attentato dell’81”.