La Conferenza episcopale tedesca si rammarica per la decisione presa dal parlamento lo scorso 30 gennaio che consente l’importazione e la ricerca sulle cellule staminali embrionali”. Con queste parole il cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca è intervenuto nella conferenza stampa a conclusione dell’Assemblea Generale primaverile dei vescovi. Nel contempo il porporato ha ringraziato “quei parlamentari che hanno votato contro l’importazione” perché così hanno dimostrato “il loro impegno a difesa della vita umana fin dal concepimento”. Il cardinale Lehmann ha passato in rassegna altri aspetti problematici della legge auspicando che si ricorra all’importazione e alla ricerca sugli embrioni “solo quando tutti i metodi alternativi si siano dimostrati non disponibili”. Né è ammissibile per il presidente della Conferenza episcopale un “illimitato diritto dei genitori sull’embrione”, in quanto ciò “nega la soggettività di diritto di quest’ultimo”. E’ necessario infine che “ci sia assoluta trasparenza nella composizione e nei criteri di esame della Commissione etica” che vigila “sui metodi di ricerca e di condotta sugli embrioni”. Necessari infine “una decisione sulla sorte degli embrioni sovrannumerari”, nel timore che la decisione per l’importazione “comporti anche un tacito assenso alla loro eliminazione” Il cardinale si è poi soffermato sulla questione dei consultori, alla luce della decisione del 1999 sul rilascio del cosiddetto “permesso di aborto”. Sull’argomento, Lehmann ha ricordato come sia comunque “cresciuto il numero delle donne che si rivolgono a sacerdoti e operatori laici cattolici soprattutto per un confronto e un aiuto spirituale”. Ciò implica a suo giudizio “una crescente necessità all’interno della Chiesa di una migliore comunicazione e cooperazione per la difesa della vita”