“L’annullamento del Salone dell’auto a Torino è certamente per la nostra città un fatto grave e preoccupante. Una sirena d’allarme che suona ormai in modo sempre più frequente e che solleva gravi preoccupazioni in quanto rivela una debolezza, un’incertezza, un’assenza discutibile”, scrive in una nota don Gianni Fornero, direttore dell’Ufficio della pastorale del lavoro della diocesi torinese. E spiega “Questo evento si situa in una crisi mondiale dell’auto ma manifesta anche una debolezza del nostro Paese nella produzione automobilistica e in particolare della Fiat Auto”. Riscontra i problemi “da più parti sollevati circa la formula e la data scelte, ancor più circa l’assetto stesso dell’ente preposto alla rassegna”. Il direttore dell’Ufficio della pastorale del lavoro rileva “l’assenza di grandi case automobilistiche straniere che pur realizzano nel nostro paese pingui fatturati grazie all’entusiasmo dei consumatori italiani. Questo potrebbe essere un gesto di grave disattenzione nei confronti della città e del Paese”. Don Fornero sottolinea inoltre la necessità di un appello all’impegno e alla responsabilità: “Torino non è una città allo sbando. E’ comunque un centro di eccellenza mondiale per il design e l’ingegnerizzazione dell’auto. Ha in sé risorse umane e potenzialità tecnologiche che occorre formare, coltivare e sviluppare. E’ necessario investire molto perché queste capacità e competenze possano tradursi in nuove iniziative produttive. La responsabilità compete a tutti: a partire dalla grande industria fino agli amministratori locali, al Governo nazionale, alle associazioni dei lavoratori e a tutti gli altri soggetti sociali”. Conclude ricordando che “come cristiani siamo chiamati alla preghiera, ma anche all’impegno e alla speranza operosa. C’è bisogno più che mai di coesione sociale in questo momento delicato per la nostra città”.