ACCADEMIA PER LA VITA: NO A “PENSIERO DEBOLE” E UTILITARISMO, SÌ AL “DIRITTO ALLA VITA” COME “LIMITE” DEL PROGRESSO

“Il diritto alla vita è il limite discriminante e fondamentale nella sci del progresso avviato dalla spinta tecnologica attuale”, oltre che “il cardine intorno al quale ruota il diritto e si costruisce il primo presidio della società”. A ribadirlo è la Pontificia accademia per la vita, annunciando la sua VIII Assemblea generale che si terrà in Vaticano, dal 25 al 27 febbraio, sul tema: “Natura e dignità della persona umana a fondamento del diritto alla vita”. Il “pensiero debole” e “le pressioni” della “cultura libertaria”, ma anche “la propensione allo sfruttamento utilitaristico non solo del cosmo ma anche della corporeità umana”: queste, per l’Accademia pontificia alcune “componenti della post-modernità” che “tentano di presentare come obsoleta una riflessione sui concetti di natura umana, legge morale naturale e diritto naturale”. Un tentativo di discredito, questo, evidente anche sul piano scientifico, osserva l’organismo vaticano: in campi come la genetica, la biologia, l’astronomia, la fisica atomica, infatti, “si vogliono scoprire le leggi che governano la realtà cosmica e la biosfera per poterle governare e attraverso di esse realizzare le novità tecnologiche”. Tutto ciò, però, mentre “alcune diffuse correnti di pensiero rifiutano il concetto di natura come struttura essenziale e perenne dell’essere umano”, attraverso la quale l’essere umano “viene definito e distinto dal resto della realtà cosmica, nella quale tuttavia vive e realizza la sua storia”. A queste “sfide culturali”, la Pontificia accademia per la vita risponde ricordando che “la ricaduta sull’uomo stesso delle umane conquiste provoca ancora la domanda su chi è l’uomo e su quale sia il suo vero e permanente bene personale e sociale”.