“Il primo periodico scientifico ad introdurre in Italia la nuova disciplina della bioetica e, quindi, della biogiuridica, divenendo nell’ultimo ventennio un punto di riferimento di grande autorevolezza in materia, a livello nazionale ed internazionale”: questo, ha dichiarato il rettore della Libera Università Maria Ss. Assunta (Lumsa), Giuseppe Dalla Torre, il principale merito della rivista “Medicina e morale” che oggi, dopo oltre mezzo secolo di vita, ha ricevuto l’VIII Premio Eugenio Selvaggi. Dalla Torre, presidente del citato premio riservato alle riviste scientifiche, e attribuito questa sera a Roma al bimestrale dell’Università cattolica nell’ambito del convegno “Verso l’epoca biotecnologica” che si è svolto presso la Camera dei deputati, ha così spiegato le motivazioni del riconoscimento: “In questi anni, la rivista ‘Medicina e morale’, fondata nel 1951 dal Gruppo medici cattolici di Torino e dall’associazione ‘San Luca’, ha sviluppato costantemente un approfondimento delle tematiche della vita e della salute che, partendo da un approccio squisitamente medico e morale, sia sul terreno filosofico che su quello teologico, si è via via allargato all’apporto di altre discipline, in particolare quelle giuridiche”. Aspetti civilistici, penalistici e disciplinari dell’attività socio-sanitaria; questioni legate alla deontologia professionale e all’evoluzione della scienza e della tecnologia nel campo biomedico, con particolare attenzione ai principi del consenso informato, dell’indisponibilità del proprio corpo e al rispetto della vita: questi i temi trattati dalla rivista, diretta dagli anni’70 da Angelo Fiori, direttore dell’Istituto di medicina legale dell’Università Cattolica, e da mons. Elio Sgreccia, direttore del Centro di bioetica del medesimo ateneo sul cui sito, http://www.uni.net/cdb è possibile consultarne alcuni estratti. Al convegno sono intervenuti anche il vicepresidente emerito della Corte costituzionale Fernando Santosuosso, cui è stato assegnato il premio giuridico “Giuseppe Chiarelli”, il presidente dell’Istituto dell’enciclopedia italiana Francesco Paolo Casavola, e il giudice costituzionale Riccardo Chieppa.