” E’ stata dichiarata oggi, dalla 1^ Sezione del Tribunale Penale di Roma, “l’improcedibilità del giudizio” nei confronti della Radio Vaticana, per “difetto di giurisdizione” del giudice italiano. Lo scorso anno, per le emissioni elettromagnetiche del Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria, erano stati infatti accusati tre dirigenti dell’emittente pontificia La decisione odierna del giudice è stata presa sulla base dell’articolo 11 del Trattato Lateranense del 1929 tra Italia e Santa Sede, che nega qualsiasi “ingerenza da parte dello Stato italiano”. In un comunicato ufficiale diffuso oggi la direzione della Radio precisa che “la auspicata e opportuna conclusione della causa penale” non significa che essa “cesserà di adottare le misure precauzionali intese a venire incontro alle preoccupazioni della popolazione in campo sanitario ed ambientale, misure attuate in accordo con le autorità italiane”. Anzi, a tal fine, “la potenza delle trasmissioni in onde medie 1530 kHz – ritenute la causa principale del problema e perciò già assai ridotte in precedenza nella durata – è stata ulteriormente diminuita da 300 a soli 100 kilowatt, con inevitabili sensibili conseguenze per l’ascolto dei programmi, solo in parte compensate dal trasferimento di alcune trasmissioni al centro trasmittente estero della Montecarlo Radiodiffusion”. L’unica trasmissione in onde corte che causava inconvenienti era stata già da tempo trasferita ad altra antenna nel mese di maggio. E’ inoltre in corso una nuova campagna di misurazioni congiunte Italia-Santa Sede, “per verificare nel modo più affidabile la situazione attuale” e “i suoi risultati dovranno essere sottoposti alla Commissione bilaterale appena possibile”. La Radio Vaticana auspica infine che, “sgombrato l’orizzonte da accuse ingiuste e infondate nei suoi confronti, la sua attività possa continuare con serenità, nel contesto di un responsabile e corretto rapporto con le autorità italiane e con la popolazione circostante, rassicurata sulla assenza di rischi sanitari”.