“Un’inedita forma di sistema federale, della quale l’unione economica e monetaria è il precursore, con una ben precisa identità”: questa dovrà essere l’Europa secondo Giuseppe Monateri, docente di diritto internazionale all’Università di Torino, che ravvisa tuttavia nel processo costituente il rischio di “un’emergente rivalità tra costituzionalismo europeo e americano”. Di identità europea e Costituzione dell’Unione si è parlato ieri sera a Roma, all’Università “La Sapienza”, durante la presentazione della ricerca pluridisciplinare “Verso la Costituzione europea” (ed. Il Mulino). Ad avviso di Monateri, se la futura Costituzione dovrà rispecchiare “l’identità del nostro continente, non potrà non tenere conto del ‘modello di welfare europeo’ legato ai diritti sociali già richiamati dalla Carta di Nizza, ancorché questo si ponga in contrasto con l’omologa visione americana”. “La questione del welfare diviene proprio una questione di identità europea” e “andrà sostenuta con energia, perché il nostro sistema non è certamente competitivo a livello mondiale quanto il modello americano”. Ma c’è di più: secondo il Garante per la privacy Stefano Rodotà, un ulteriore “conflitto con il paradigma statunitense” potrebbe aprirsi in materia di trattamento dei dati personali, poiché “in Europa è radicata un’idea di tutela del soggetto molto più forte che non negli Usa” e che sta già ispirando il “modello di protezione dei dati personali di Paesi quali il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda”. Un modello “vincente” ma che, se non verrà supportato da una consistente forza politica, rischia di soccombere di fronte alle logiche dei grandi gruppi americani”. Quanto al “processo di istituzionalizzazione dell’Ue”, Rodotà valuta un passo significativo il modello della Convenzione “che, sulla scorta della precedente, istituita nel 1999 per la Carta di Nizza, “si insedierà nei prossimi giorni a Bruxelles con l’incarico di elaborare la bozza della Costituzione europea”. Un “nuovo modello di partecipazione, vero agente innovativo nei processi decisionali” che, unitamente “al passaggio dalla logica del diritto internazionale a quella del diritto costituzionale potrà conferire nuovo slancio al processo di unificazione in corso”.