Continuando la “missione cittadina” che ha preparato e attraversato il Giubileo, la Chiesa di Roma “riparte” dall’impegno per le vocazioni, “in particolare per le vocazioni al sacerdozio”, che rappresentano “una priorità decisiva per il futuro della missione e della Chiesa”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma, salutando oggi Giovanni Paolo II a nome di tutti i sacerdoti romani, in occasione dell’incontro annuale. Dopo aver ricordato il recente incontro interreligioso di Assisi, in cui il Papa “ha mostrato ancora una volta quanto grande sia la Sua sollecitudine per il bene dell’intera umanità”, Ruini ha sottolineato che il “cammino di missione” post-giubilare “è una ripresa non sempre facile, perché molti sono gli ostacoli che incontriamo, sia nell’ambiente circostante, distratto da molte voci e da molti interessi, spesso lontani dal Vangelo, sia anche dentro di noi e all’interno delle nostre comunità”. Anche se, ha aggiunto il cardinale, “la quotidiana fatica pastorale fa sentire il peso della stanchezza” e “a volte occorre lottare contro la sfiducia e lo scoraggiamento”, l’obiettivo resta quello di “dare a tutta la nostra pastorale una permanente impronta missionaria, per offrire a tutti il Vangelo della salvezza”. Tutto ciò, ha concluso Ruini, partendo proprio dall’esempio del Papa, che domenica inizierà una nuova serie di visite alle parrocchie romane, testimoniando così ancora una volta la sua “costante premura pastorale per la diocesi di Roma”.